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Uenuku dopo RWC – rimanete con noi!

Vi abbiamo tenuto compagnia durante tutto lo svolgimento dei mondiali di rugby in Nuova Zelanda. Abbiamo raccontato le curiosità, le storie più tristi e quelle più divertenti. Abbiamo letto i diari dei giocatori e chiacchierato con parenti e amici dei protagonisti del torneo. Abbiamo condiviso con voi le emozioni speciali del mondiale neozelandese.

E pensavate che Uenuku chiudesse il 23 ottobre? Ebbene, no.
IlGrillotalpa continuerà ad ospitare la rubrica a cadenza settimanale – più o meno. Continueremo con i focus, le curiosità e le polemiche ovali, per guardare sempre oltre il risultato del campo.

Ringrazio l’amico Paolo Wilhelm per la fiducia e la stima che mi dimostra ogni giorno. Che sembra una cosa scontata, ma non lo è!
Ringrazio anche tutte le persone che hanno seguito e commentato la rubrica sul sito e sulle pagine Facebook, sia la mia che quella de IlGrillotalpa. Vedere aumentare ogni giorno il numero dei lettori è davvero gratificante.

Allora segnatevi di nuovo l’indirizzo di Uenuku su IlGrillotalpa e iscrivetevi ai feed, così sarete sempre aggiornati sui nuovi articoli!

Uenuku, i colori del mondiale di rugby su ‘Il Grillotalpa’

La Coppa del Mondo di rugby in Nuova Zelanda è troppo lontana? Il fuso orario ti uccide e non puoi vivere per un mese come un vampiro? Sei stanco delle solite notizie di cronache e partite?

Niente paura! Arriva “Uenuku, tutti i colori del mondiale“, la nuovissima rubrica de Il Grillotalpa frutto della collaborazione tra me e il bravissimo collega e amico Paolo Wilhlelm.
‘Uenuku’ in lingua Maori significa ‘arcobaleno’, e proprio le girandole di colori, allegria e curiosità saranno il cuore delle nostre news.
Tutto quello che ruota attorno alla manifestazione iridata, dalle feste in piazza ai gossip, passando per le immagini più folkloristiche ed eccentriche che faranno da cornice dell’evento sportivo mondiale dell’anno le troverete da noi.

Dal 9 settembre allora sintonizzatevi su Il Grillotalpa, ci sarà da divertirsi!

Una Haka per onorare un amico.

Foto di Adrian Pratt

I soldi e il business che animano il mondo di oggi a volte ci fanno dimenticare il sapore autentico di quelle tradizioni antiche celate dietro il marketing e l’appeal che gli sponsor sono tanto bravi a costruire. Esempio di ciò è la Haka dei mitici All Blacks, che ancora oggi in Nuova Zelanda custodisce significati profondi e radicati nel vivere quotidiano di una comunità.

A raccontarci un alternativo e splendido spaccato di vita kiwi è Adrian Pratt, americano che vive a Wellington da qualche anno. Adrian ha un blog dove racconta con gli occhi yankee le vicende di Aoteaora e dei suoi due figli, Ewan e Morgan. La squadra di quest’ultimo sabato scorso si è resa protagonista di un evento toccante e particolare: una Haka per onorare la mamma di un loro compagno, morta qualche giorno prima. La maglia del loro amico – assente – al centro del campo, gli avversari in fila davanti a loro, i genitori che li osservano da lontano, e la loro danza preparata con cura. C’è anche una troupe di TVNZ, ma anche la mano non troppo ferma di Adrian, che ha ripreso tutto in questo video.

 

La Haka dei ragazzi è intensa e minacciosa, proprio come quella dei loro eroi tuttineri, e sprigiona tutto l’influsso magico che un rituale così affascinante può regalare. Adrian sul suo blog racconta che se fosse stato un avversario si sarebbe davvero intimorito, ed effettivamente poi il team di Morgan ha vinto per 60-10. Inoltre, Adrian scrive: “La Haka è comunemente associata agli All Blacks, ed è stato un onore ulteriore per me guardare la squadra di Morgan che la eseguiva.”

Una danza per intimidire i nemici, che oggi è anche un modo per esprimere solidarietà e affetto a un compagno in difficoltà. Un gesto di profonda amicizia che trascende la moda e la pubblicità che spesso si abbinano alla Haka, ma che ci ricorda qual è il significato implicito e latente di questo rituale: comunicare e cementare i sentimenti di unione e sostegno all’interno di un gruppo. E loro, i ragazzini di Wellington, lo hanno dimostrato alla grande.

 

Terzo Memorial Pierpaolo Bandinu a Nuoro il 25 e 26 giugno

Il movimento ovale della Sardegna si ritrova a Nuoro per ricordare un amico. L’ultimo fine settimana di giugno colora di musica e sport il capoluogo barbaricino, che ospita il terzo Memorial Piepaolo Bandinu. La manifestazione è organizzata dall’Asd Rugby Nuoro, società che Pierpaolo ha contribuito a fondare poco prima che scomparisse tragicamente, e dall’Anfovis (Associazione Familiari Vittime della Strada). Prenderanno parte alle gare diversi club sardi e alcuni ospiti “continentali” provenienti da Cuneo e Mantova.

Il programma prevede l’inizio delle partite sabato 25 giugno dalle ore 14.00 presso il campo CONI di Piazza Veneto. Ad aprire le danze sarà il gentil sesso, con un quadrangolare di Rugby Seven che vedrà scontrarsi tre squadre sarde e una selezione di ragazze di Cuneo e Mantova. Spettacolo assicurato quindi con la grinta del rugby in rosa. A seguire il torneo senior che assegnerà il trofeo “Bandinu”: a sfidarsi i Bulldog di Sassari, i Barbajan di Alghero e le squadre di Oristano, Olbia, Nuoro e Cagliari, per un totale di circa 150 atleti e appassionati che di certo non mancheranno di portare in meta il ricordo di Pierpaolo Bandinu con le loro azioni e giocate.

La sera lo spettacolo prosegue dalle ore 21 in poi poco lontano dal campo, presso l’anfiteatro “De Andrè”: a riunirsi stavolta sono i volti e le ugole più note e brave della musica isolana, per rendere omaggio alla vena musicale di Pierpaolo; tanti amici e artisti come Luciano Pigliaru, Alessandro Catte, i tenores, il gruppo folk “Ortobene” e Piero Marras a chiudere che si esibiranno a titolo gratuito, mentre il biglietto d’entrata – a offerta  libera – verrà devoluto in beneficenza all’Associazione Artemide onlus.

Domenica 26 le partite iniziano presto al campo CONI: la giornata è interamente dedicata ai ragazzi, e dalle ore 10 si susseguiranno incontri di mini rugby e delle categorie giovanili. Le squadre degli Under 8, 10 e 12 provenienti dai centri sardi (e non solo) si sfideranno tra loro, così come le selezioni Under 14 dell’Alguer, Cagliari, Capoterra, Nuoro, Olbia, Sassari e Sinnai. Inoltre, gli Under 16 della Nuoragliari (selezione mista di atleti di Nuoro e Cagliari) e i pari età di Sassari si contenderanno il primo trofeo “Città di Nuoro” in una sfida secca che si preannuncia all’ultima meta.

Ovviamente, al termine di ogni partita seguirà il tradizionale terzo tempo!
Un calice alzato alla salute di Pierpaolo, che da lassù sicuramente regalerà a tutti gli atleti e appassionati un caldo giorno di sole.

Graham Henry tra All Blacks e RWC: lascia o raddoppia?

Graham Henry mette le mani avanti, ma a modo suo. Infatti è di questi giorni la notizia secondo cui il coach All Blacks deciderà solo a novembre il suo futuro lavorativo. Una scelta che secondo i maliziosi è dettata dall’esito mondiale, ma che Henry smentisce con la solita punta polemica nei confronti dei suoi detrattori. 

Nessuna porta chiusa per l’head-coach tuttonero che non esclude quindi la possibilità di lasciare il suo ruolo per allenare altre squadre in Nuova Zelanda. Le chiacchiere intorno al suo futuro post-mondiale si fanno sempre più insistenti, e le strade più accreditate al momento sono due: in caso di vittoria mondiale, il sessantacinquenne Henry potrebbe continuare a sedere nella prestigiosa panchina nazionale. Dall’altra parte l’ipotesi è che possa passare la mano al suo vice Steve Hansen, che ultimamente sta lavorando davvero bene alle sue spalle.

Alle domande della stampa, Henry ha risposto con una certa ironia, ma sottolineando con fermezza il suo ruolo di tecnico e quanto questo sia indipendente dalla grande squadra che prepara.
“La mia carriera da allenatore non dipende certo dall’esito in Coppa del Mondo – ha dichiarato – Anche se sono sicuro che per molte persone è così! Per ora non penso al futuro, è giusto che mi concentri solo sul mondiale, poi a novembre potrò pensare al da farsi.”

Durante l’ultima conferenza stampa degli All Blacks è stato anche spiegato il programma di preparazione e avvicinamento dei tuttineri alla Coppa del Mondo.
I 30 selezionati per il Tri Nations verranno convocati il 10 luglio. La speranza dei selezionatori è che il gruppo costituisca gran parte della formazione mondiale, sebbene sono consci che gli infortuni costituiranno una variabile impazzita.
I rientranti dagli infortuni, come Israel Dagg, Colin Slade, Tony Woodcock e Iasia Toeava, avranno modo di riprendere la giusta forma durante la ITM Cup. In questo senso anche McCaw potrebbe avere più tempo per recuperare dall’infortunio al piede che a febbraio è stato forse troppo sottovalutato.
Tutto lo staff All Blacks ha monitorato le vicende del Super 15 e i giocatori protagonisti, dando anche un attento sguardo ai campionati europei per tenere d’occhio gli avversari, così come avevano fatto nel novembre scorso con gli Springboks e i Wallabies.
La squadra ufficiale che parteciperà alla Coppa del Mondo sarà nominata il 23 luglio a Brisbane, in occasione dell’ultima giornata del Tri Nations contro l’Australia.
Non sono mancate comunque le solite polemiche del coach, soprattutto riguardo le nomine degli arbitri mondiali (6 dell’emisfero Nord e 4 del Sud): Henry chiede maggiore coerenza e una standardizzazione nelle interpretazioni arbitrali, che secondo lui sono ben differenti tra arbitri di diversi emisferi. Una polemica che al solito ha sollevato un polverone, nonostante tutto il mondo ovale sia abituato alle lamentele di Henry a proposito.

Il coach All Black inizia l’avvicinamento al mondiale cercando di focalizzare l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica sulla squadra e gli eventi premondiali che saranno fondamentali per scegliere gli All Blacks iridati. Henry protegge la sua riservatezza professionale usando come scudo la Coppa del Mondo, con la speranza per tutti i tifosi kiwi affezionati a lui che la Ellis Cup diventi una coperta di linus.