Ecco quello che dicono sul mio modo di scrivere e il mio lavoro:
“Tanta classe, in questo articolo. Da stampare (in pdf o in cartaceo). Da leggere almeno una volta al giorno. Parole che scaldano l’anima e il corpo più della Tecar. TOP ;-)”
Nicola Giorgioni riguardo il post numero 100 del Daily Pinner.
“Lavorando con Stefania a un progetto di content marketing territoriale sul web ho avuto modo di apprezzare le sue qualità, come la capacità di ascoltare il cliente per venire incontro a soluzioni personalizzate, la padronanza degli strumenti di comunicazione online che fa di lei un web content editor professionale, la creatività che esprime nell’ideazione di contenuti originali di alto livello qualitativo e la sua presa nei confronti delle community di utenti web.”
Angelo Centini, visita il suo sito.
“Stefania is a great talented writer. She’s very creative, adaptive and innovative. She always finds the right solution. Her personality is completely reflected in her writings and are sparkling as she is. Absolutely recommended!”
Janet Tallon, guarda il suo profilo.
“Stefania Mattana è un’autrice colta, accurata e fantasiosa. Riesce a tradurre il suo immaginario con parole ricercate, senza lasciare nulla al caso, ma dandoti la piacevole sensazione di leggere un racconto scorrevole, ricco di mistero e mai banale. É una collaboratrice puntuale, scrupolosa e precisa. Sempre pronta a interpretare le richieste e mai a contestarle. Una persona che cerca di trovare la soluzione migliore, anche quando il lavoro affidatole non rientra esattamente nelle sue corde. Chiunque volesse proporle una collaborazione, non deve avere dubbi: troverà esattamente la persona che stava cercando!”
Donatella Venditto, titolare di Noomray™.
“Great work! I look forward to a future cooperation!”
Thomas Toernell, visita il suo sito.
“Excellent writer.”
Gianluca Verrengia, guarda il suo sito.
Ecco quello che dicono sui miei libri!
“Il saggio si presenta come un ottimo lavoro di raccolta delle testimonianze relative alla morte nella società contemporanea della Sardegna e in particolare della Barbagia. Esso si inserisce tranquillamente tra i migliori studi antropologici ed etno-sociologici relativi alle usanze e ai riti della Sardegna. Il suo valore aumenta per la recente pubblicazione in quanto mette in evidenza quali usanze e riti continuano a venir mantenuti e quali sono andati perduti.”
Luca Cortis su “Ritualità della Morte in Barbagia”, leggi il resto della recensione nel suo blog.
“[...] Un contributo tanto prezioso quanto coraggioso, che scandaglia la realtà sociale senza pregiudizi di sorta [...].”
Luciano Piras su “Ritualità della Morte in Barbagia”, qui trovi l’articolo pubblicato su “La Nuova Sardegna” del 26 ottobre 2010.
“In realtà, la forma di saggio è ben mascherata dalla struttura narrativa e frizzante attraverso la quale la costruzione del concerto come azione sociale si concretizza. Come una casetta, tra interviste fatte ai ragazzi tra il pubblico e scene divertenti e ben descritte, si arriva alla fine del libro con la voglia di correre a vedere il God of Metal, come se fosse la mattina di Natale quando si aveva 7 anni!”
Bookland su “The Live Side of Rock”, leggi il resto della recensione qui.
“È un saggio particolare, The Live Side of Rock, in cui l’attento spirito d’analisi si fonde con la volontà di narrare come nascono i concerti ed i misteri che si celano dietro i riflettori e gli amplificatori a tutto volume, il clamore ed i cori del pubblico, dandone una spiegazione tanto metodica quanto divertente, come una insolita, moderna favola.
Un libro che consigliamo non solo agli appassionati di studi sociali ed antropologici, ma anche agli amanti della musica in generale, che sicuramente si rivedranno molto tra le parole impresse sulle pagine.”
Letteratour su “The Live Side of Rock”, leggi il resto della recensione qui.
“The Live Side of Rock tratta in modo articolato e professionale un fenomeno che, per la sua eccezionalità rituale, ha trovato nel cinema autori in grado di renderne le caratteristiche. [...] A dimostrazione del concerto rock come avvenimento di confine per l’individuo nella società del proprio tempo.”
Ninni Radicini su “The Live Side of Rock”, leggi tutto l’articolo qui.
“Conoscere riti, che rischiano di scomparire, ci aiutano a conoscere la visione del mondo che in tanti di noi sardi sono parte di comportamenti, usi, che sentiamo nostri, a cui partecipiamo ma di cui non abbiamo piena consapevolezza e comprensione. [...] Per questo è importante conoscere la storia, “sos contos” in cui si tramanda una visione e interpretazione della vita, del suo senso e della sua fine. “
Vincenzo Piras su “Ritualità della Morte in Barbagia”, leggi il suo commento per intero qui.
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