Archive for 30 agosto 2011

Uenuku, i colori del mondiale di rugby su ‘Il Grillotalpa’

La Coppa del Mondo di rugby in Nuova Zelanda è troppo lontana? Il fuso orario ti uccide e non puoi vivere per un mese come un vampiro? Sei stanco delle solite notizie di cronache e partite?

Niente paura! Arriva “Uenuku, tutti i colori del mondiale“, la nuovissima rubrica de Il Grillotalpa frutto della collaborazione tra me e il bravissimo collega e amico Paolo Wilhlelm.
‘Uenuku’ in lingua Maori significa ‘arcobaleno’, e proprio le girandole di colori, allegria e curiosità saranno il cuore delle nostre news.
Tutto quello che ruota attorno alla manifestazione iridata, dalle feste in piazza ai gossip, passando per le immagini più folkloristiche ed eccentriche che faranno da cornice dell’evento sportivo mondiale dell’anno le troverete da noi.

Dal 9 settembre allora sintonizzatevi su Il Grillotalpa, ci sarà da divertirsi!

Italia sul tetto del mondo: il Settebello è tornato

Foto da repubblica.it

C’era una volta, e c’è ancora. C’era una volta il Settebello, quell’asso pigliatutto degli anni ’90. Ebbene, il Settebello è tornato. Come nelle fiabe più belle, il sogno dei ragazzi di Alessandro Campagna si è avverato: sono loro i campioni del mondo, dopo 17 anni di assenza dal gradino più alto. Una vittoria costruita pazientemente, giorno dopo giorno, con coraggio, sacrificio e determinazione. Sembrano lontani i caldi giorni di Roma 2009, quando la stampa vessava il Settebello, solo undicesimo ai campionati iridati. Ma le parole di Campagna sono state profetiche: “Dateci il tempo di lavorare”. E così il genio della nazionale – così i suoi ragazzi lo definiscono – ha costruito una squadra tenace, che non demorde e non si spaventa davanti ai maestri della Serbia, gli All Blacks delle piscine. La fame di vittoria ha sostituito il timore reverenziale, e questo la Serbia l’ha capito nel modo – per loro – peggiore possibile.

“Speriamo di darvi tante gioie” ha scritto in un sms Stefano Tempesti ai suoi amici di Recco, che affollavano il bar della piscina, televisore sintonizzato su Shangai. E il messaggino del super capitano azzurro, il miglior portiere del torneo, è stato di buon auspicio. La speranza è diventata certezza dopo due tempi supplementari, durante un match fisicamente molto duro ed equilibrato, dove le due squadre si sono rincorse in un’altalena di gol e di brividi. E chi sbaglia, perde. Chi non ha sbagliato niente è stato proprio Tempesti, che para anche due rigori. A decidere la partita un gol del solito (per fortuna) Maurizio Felugo, un Pollicino rispetto ai giganti dell’acqua, ma un grande campione sempre pronto a tirare fuori dal cilindro qualche giocata letale.

Foto da repubblica.it

É d’obbligo citare tutti i tredici protagonisti di questa impresa: Aicardi, Deserti, Di Figari, Gallo, Presciutti, Gitto, e poi Perez, Fiorentini, Giorgetti e Figlioli, che portano in casa Italia il sapore di Cuba, della Croazia, dell’Ungheria e dell’Australia, riflettendo sullo specchio d’acqua la nuova, bellissima realtà multietnica dell’Italia contemporanea. E poi loro, Tempesti e Felugo, i due fuoriclasse più d’esperienza, il trait d’union tra un ciclo e l’altro, le anime pulsanti di un gruppo straordinario.

Ma il miracolo del Settebello non si ferma alla medaglia d’oro, e a quel tuffo in accappatoio che strappa ogni protocollo di cerimonia. Ho visto e sentito tanti tifosi intorno a loro. Vecchi amanti della pallanuoto galvanizzati dai successi degli anni passati del Setterosa e poi dalla cavalcata implacabile degli azzurri, che durante il torneo non hanno perso un colpo. Ma soprattutto, ho visto e sentito neofiti, persone giovani e meno giovani affascinate da una finale mondiale, e che hanno seguito il match emozionandosi e soffrendo assieme alla panchina azzurra. Il miracolo di riavvicinare gli italiani a questo magnifico sport che tante glorie ha dato alla nostra bandiera sembra iniziato di nuovo. L’appuntamento a cinque cerchi di Londra non sembra più un sogno lontano: non ci resta che ringraziare Campagna e i suoi ragazzi, e dire loro quanto orgoglio ci porta questo storico successo.

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