Il concetto del rispetto degli anziani è un principio comune in moltissime culture, ma nel paese dei Chiefs c’è ancora tanta strada da fare, a proposito. Ne sa qualcosa Tana Umaga, l’unico giocatore di Super Rugby che 15 anni fa era sul campo ad inaugurare il campionato. Il vecchio Umaga è quindi oggetto di goliardiche prese per i fondelli, essendo il nonno di tutti i Chiefs. E lui sembra amare lo scherzo.
“I ragazzi non smettono di ricordarmi quanti anni avevano loro quando io ho iniziato a giocare – ha detto Umaga a una televisione neozelandese – Richard Kahui un giorno è venuto da me brandendo una fotografia. Era uno scatto del 1997: c’ero io (ero il mio primo anno con gli All Blacks) e un ragazzino. Era lui, era Kahui! Aveva vinto un concorso radiofonico per assistere a un allenamento degli All Blacks, e così si è fatto questa foto con me… Ero così giovane, con quella tuta così ancora anni Ottanta! Con questa foto adesso tutti hanno il permesso di ricordarmi quanto sono vecchio… Ma io mi posso permettere di dimostrare in campo quanti anni in meno dimostro!”
Se il punto di vista di Umaga è questo, Kahui – che ha quasi terminato il recupero dopo l’intervento chirurgico alla spalla – la vede scherzosamente in maniera leggermente diversa:
“Avevo 12 anni e giocavo con Tokoroa, e ho avuto il piacere di conoscere Umaga. Quando ho portato la foto negli spogliatoi, devo dire che a tutti è scappata una risatina… ma sembra solo un po’ più giovane di ora, solo un pochino.”
Ma lo scherzo dell’età tocca anche a Kahui. L’astro nascente Tim Nanai-Williams, che ora ha vent’anni, ne aveva solo sette quando Umaga ha vestito per la prima volta la maglia degli Hurricanes, nel 1996, e fa notare a Kahui che in realtà buona parte del gruppo di allenamento allargato è molto più giovane anche di lui: “Molti di noi sono del ’90 e quindi hanno 19 anni, nel ’96 avevano solo sei anni.” – ha risposto tra le risate.
Scherzi a parte, però, l’età è solo un numero. Quello che l’ex capitano dei tuttineri ha portato nei Chiefs non è solo un innalzamento della media anagrafica, ma tanta conoscenza ed esperienza.
“Non molti hanno la capacità di attirare la tua attenzione e drizzare le tue orecchie come sa fare lui” – ha detto poi Kahui tornando serio.
E ora che ha 4 anni di allenamento alle spalle, Umaga è anche lo specchio giusto per il coach Ian Foster per riflettere meglio sulla squadra le idee tattiche e di gruppo. Ma il trentasettenne ha scelto i Chiefs soprattutto per poter essere decisivo in partita, e Foster è sicuro che quando scenderà in campo, sarà proprio quello che vedremo.
“É in forma – ha detto Foster – Ha molta esperienza, ed è molto determinato. Gli abbiamo dato un po’ di respiro nel pre-campionato solo per conoscerci e metabolizzare il gioco. Abbiamo spesso avuto modo di ricordare che avere in squadra un giocatore del genere significa esercitare molta influenza sugli altri, e vista la sua carriera per noi è un bene. Sono più che sicuro che qui avrà molte possibilità di gioco e che durante la stagione il suo carisma si declinerà nella squadra.”
Sarà quindi il tempo a dare ragione a Foster: sottolineare che l’influenza di Umaga si mostrerà durante l’anno è quasi una cosa obbligata da dichiarare, dato che il forte centro praticamente non s’è ancora visto in campo. Infatti, i rigorosi allenamenti di precampionato hanno dato a Umaga qualche fastidio a una coscia, e per evitare strappi o infortuni più gravi è stato messo in regime di leggero riposo.
“Voglio fare il meglio che posso, e se la mente è ben disposta, a volte il corpo ha bisogno di una piccola pausa – ha detto Umaga – E dicendo questo, sapete che vi dico? Che me ne vado in piscina!”
Ed effettivamente, dopo due mesi e passa di preparazione precampionato, come dargli torto? Buon bagno, Tana, e in bocca al lupo per la tua nuova avventura.
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mi piacerebbe conoscere i regbisti della nuova zelanda sono fantastici sopratutto
tana umaga e richie mc caw trovo che sono troppo belli e bravi mel gioco del regby